Capena Vendemmiale 1983, “Il Brindisi della Pace”

      

IL BRINDISI DELLA PACE LA TRADIZIONE DEI CARRI ALLEGORICI DI CAPENA

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Ci stiamo avviando verso la Santa Pasqua, ma non penso di essere fuori tema, se vi propongo quest’altro Amarcord, che in realtà fa riferimento ad una Sagra dell’Uva, o meglio un Vendemmiale di Capena, Anno Domini 1983.  Come di consueto,  facciamo la solita cornicetta “storica”.

In Primis a Capena c’era ancora l’Uva, e ce n’era tanta, forse troppa a discapito della qualità.

In ogni caso era fonte di sudatissimo reddito per centinaia di famiglie capenati.

In Italia, il periodo non era dei migliori con gli strascichi degli Anni di Piombo non ancora completamente debellati.  Ma soprattutto nel Mondo, imperava il sistema dei Blocchi contrapposti, quello che passerà alla storia come “Guerra Fredda” conseguenza diretta del Secondo Conflitto Mondiale.

In Europa, e in Italia soprattutto, un giorno si e uno no, era alta la discussione sul ruolo della NATO,

e sui ventilati pericoli derivanti da veri o presunti “missili” a lunga gittata pronti a colpire anche la nostra Nazione, qualora tale “guerra” sottotraccia, si fosse tramutata in un conflitto convenzionale.

Insomma un tema caldo. All’epoca,” quando c’era l’Uva”….era molto sentita a Capena la tradizione dei carri allegorici.

Diciamo pure che nel nostro paesotto, eravamo dei maestri in questa “arte”, che si tramandava  oramai da diverse generazioni. Potevano competere con noi capenati, nella nostra area,  solo i quasi professionisti carristi di Mentana, che di regola celebra  il Vendemmiale nella ricorrente ultima domenica di settembre.

La prima settimana di ottobre, era per Capena, una emozione che si aspettava per 365 giorni. Era l’Evento dell’Anno per l’intera popolazione che ne faceva orgogliosamente un vanto di fronte al circondario.

Il 1983 era per me e per  la maggior parte del nostro  gruppotto di amici, l’anno della maggiore età, eravamo degli uomini cosi “maturi”, (ironizzo ovviamente), che decidemmo di scegliere un Tema cosi importante per il carro (il terzo ed ultimo purtroppo) che avevamo deciso di realizzare per quell’anno: La PACE nel MONDO.

Mica uno scherzo da niente! Che Sfida! Consci delle esperienze precedenti, e delle difficoltà che sapevamo di ri-affrontare ci mettemmo all’opera con discreto anticipo, credo ad inizio settembre. Trovammo un rimorchio agricolo (in prestito), e un luogo che sapevamo ancora una volta non adatto, in quanto all’aperto, quindi esposto alle intemperie di inizio autunno. Le difficoltà per realizzare un carro allegorico sono più o meno le stesse di oggi: non ci sono siti idonei, non ci sono soldi sufficienti. Ora poi sono venute quasi del tutto a mancare le motivazioni e gli stimoli, essendo Capena un paese de-viticolturizzato da anni, non essendoci più un sito di produzione vinicola quale era la Cantina Sociale Coop. Feronia. Noi avevamo però dalla nostra, a parte la gioventù, una forza di spirito innata,forgiata sulla strada e dell’andar per macchie e boschi, “liberi” come l’aria. Quanto eravamo tutti più  Liberi in quel periodo..

Senza una idea buona, che doveva essere incentrata comunque sul tema dell’Uva e del Vino,  era inutile iniziare un carro, una perdita di tempo,soldi ed energie.

Ma quel gruppotto di Amici, qull’anno, partì con il piede giusto. Eravamo davvero ben assortiti, c’era chi sapeva disegnare benissimo, chi era più adatto per la carpenteria , chi sapeva adattarsi a tutto con pazienza ed abnegazione. Ci rendemmo conto fin dagli inizi che la “cosa” che stava nascendo era particolare, fu così  che capitò un occasione da non perdere, ci fu data l’occasione di proseguire i lavori in un luogo più adatto, il Frantoio Sociale della Cooperativa, (anch’esso oggi un relitto post industriale). Traslocammo in fretta, (eravamo praticamente sopra l’attuale Conad) , e con il carro appena abbozzato (erano pronti gli scheletri in ferro dei 2 missili), in mezz’ora fummo al riparo di questo mega capannone in cemento armato.

Non ci pareva vero! Potevamo finalmente realizzare,se saremmo stati in grado, il nostro ambizioso progetto.

La scenografia che avevamo in mente, e disegnata su carta era questa: raffigurare i 2 superpotenti della Terra di quel tempo: Ronald Regan, Stati Uniti d’America, e  Andropov  dell’Unione Sovietica, post Breznev.

Li volevamo plasmati seduti suì 2 rispettivi tipi nazionali di missili, famosi al tempo neanche fossero modelli di automobili.. In mezzo a questi due personaggi, pensammo ad un grande globo terrestre, i 2 presidenti dovevano mimare  con due grandi bicchieroni… un “Brindisi della Pace” degustando non champagne, bensì il nostro ottimo vino , da una bottiglia di Bianco Doc di Capena  posta in cima al mondo  per l’occasione storica.

Era più che sufficiente come copione…per dare il massimo risalto alla scena, decidemmo poi, che nessun figurante umano doveva essere sul carro, e pensammo ad un corteo di accompagnamento ben nutrito e naturalmente in tema, che descriverò in seguito.  Tutto questo sembra facile a dirsi men che a farsi.

Non sempre all’unanimità, e tra discussioni accese all’interno del gruppo, fu affrontato il problema delle proporzioni da dare ai due personaggi, chi li voleva non esagerati chi li voleva veramente imponenti.

Vinse la seconda tesi, e ci avviammo incoscientemente alla costruzione di un carro più in stile Carnevale di Viareggio che da Sagra dell’Uva, per via delle proporzioni insolite. Per capirci, dal suolo le teste dei due “pupazzi” sfioravano i 5 metri, e per farli passare dal pur grande portone dell’ex frantoio, i capoccioni in cartapesta, erano posticci, e saranno applicati con precisione millimetrica (quasi…) una volta fatto uscire il carro all’aperto,  con dei sollevatori meccanici (muletti). Pensate che rischio progettuale se sbagliavamo qualcosa..! tra l’altro i testoni  avevano un effetto semovente e basculante con tanto di mega cuscinetti a sfera! (che draghi eravamo).

Ripeto, il budget che avevamo a disposizione era risicato, se non sbaglio 500.000 Lire dell’epoca.

Ovviamente, vigeva la gloriosa arte dell’arrangiarsi, rimediando il più possibile materiale a destra e a manca. Fu organizzata la più gigantesca raccolta di giornali (quotidiani) che mai possa ricordare, legno, ferro, etc, l’ex frantoio sembrava un’isola ecologica a forza di materiali riciclati…a volte mi chiedevo da dove veniva tutta quella roba…(meglio non indagare). I materiali costavano ora come allora, soprattutto le vernici a smalto, necessarie per la finitura. Fummo avvantaggiati un poco in questo, in quanto scoprimmo in un ripostiglio a soffitto, delle discrete quantità di barattoli  di vernici, residui di un carro costruito qualche annetto prima, forse il mitico “Ciclista” realizzato dai Maestri Carristi di Capena (Pietro D’Ubaldi, Martino Sanapo, Luciano Sestili etc), i nostri punti di riferimento per stile e ingegno.

Riciclammo il riciclabile, a volte con un po’ di acquaragia, si ravviva anche la crosta più dura di un blu cobalto o di un giallo primario…apparentemente morta nel fondo di un vecchio barattolo..e poi usare i colori residui dei maestri, i nostri Leonardo e Michelangelo..ci dava stimolo!

E’ davvero bello costruire un carro allegorico, ti impegna a fondo, ti prende la testa per un mese intero.

Non pensi che al carro in quei giorni, quella creatura cresce con il lavoro della tua fantasia, della tua perizia, delle tue mani. E poi c’è lo stare insieme: risate storiche, litigate storiche con conseguenti abbandoni e ritorni settimanali…

Ma ci  si voleva bene, si condivideva una Grande Passione,Un Grande Amore, Un Grande Orgoglio, in una parola magica: CAPENA.

Ricordo tutto di quei giorni, di gioia ma anche di fatica, nulla nasce senza lo sforzo e la dedizione.

Ogni tanto ci si distraeva…c’era cosi tanto materiale da lettura prima che diventasse carta pesta…soprattutto quando ti capitava tra le mani un quotidiano più vecchio del solito,

vedi come quel giorno che mi lessi un magnifico articolo sulla mia (scusate) eroica Lazio dello scudetto 1974, con tanto di foto di Luciano Re Cecconi…  ma era un attimo, poi giù di colla Schikozell, strato dopo strato di carta di giornale  a suon di pennellessa… I lavori proseguivano, sempre con lo stress di non fare in tempo a finire, e con la preoccupazione di non essersi allargati troppo con quelle misure gigantesche…

L’edificio ancora esistente, dell’ex frantoio sociale, è ad un km o poco più dal centro di Capena, ma la voce  inevitabilmente si sparse  nostro malgrado, in quanto  era costume  mantenere un certo segreto “industriale” e il  mistero  sul tema del carro era la regola..ma ci fù  impossibile bloccare i molti visitatori..

Eravamo quasi ai giorni finali, e ricordo che  avevamo deciso di mettere intorno al carro decine di finte bottiglie in polistirolo….che noia farle tutte uguali…! Visto la disponibilità di un “pubblico” costante..

decidemmo di appaltare questo lavoretto, fatto con la raspa di ferro, ai visitatori, della serie mentre guardi..lavora pure grazie! Ma sembravano contenti alla fine di dare una mano, anzi molti di loro furono poi reclutati per il corteo al seguito del carro. Tale corteo, doveva in qualche modo fare da cornice ed essere in linea con la tematica affrontata nell’Allegoria del Carro:  La PACE appunto, e parlare di PAX in quei tempi era soprattutto riferirsi alle speranze e alle promesse di NON belligeranza tra le Potenze egemoni, Usa e Urss come già accennato. Come è tutto cosi scontato ora! Ma non 30 anni orsono. Cosi, tale corteo, doveva in qualche modo essere composto da figuranti, che improvvisamente da cani e gatti quali erano, vedi russi e americani, se ne andavano in giro per Capena belli paciosi e festanti,  mezzi ciucchi per le ebbrezze del buon vino capenate! Direte facile che ci voleva! Ci serviva una Jeep, una camionetta, e  la trovammo. Ovviamente molti dei figuranti eravamo noi del gruppo che aveva costruito il carro, ma se ne aggiunsero altri,felici di partecipare. Ci fù però un grande problema,una cosa  banale ora, prima non lo fù. Nessuno voleva mettersi in divisa o abiti da russo, tutti volevano fare i fighetti in mimetica e basco da yankee U.S.A. Eppure tra noi, i “credo” politici erano variegati e ben assortiti! Insomma, tutti hanno “voluto far gli americani…” e solo il sottoscritto in compagnia di una dolce contadinella” russa” , (nella foto, con me , Paola Sestili), rappresentammo il Paese più grande del Mondo in quella occasione! (Mah).

Passo indietro, mi pare fosse un venerdi sera prima della sfilata di domenica.

Eravamo gasati per via delle previsioni favorevoli (dopo l’acqua presa al primo carro del 1980)…

Il “pubblico”, presente soprattutto la sera, mentre eravamo ai ritocchi finali, sinceramente cominciava a darci un po’ di fastidio….ma, e sottolineo il ma, quando a venire a vedere ciò che fai, sono i grandi, gli adulti,

sei combattuto tra l’essere contento di attirare la loro attenzione, e il tutelare la riservatezza del tuo progetto…e poi Noi, giovani di Capena di allora, nutrivamo a prescindere un grande rispetto per  chi era stato capenate prima di noi in tutto per tutto.

Fu così che una sera tra i  visitatori incuriositi, (ahò venivano fino laggiù), dall’alto del rimorchio, ed appeso ad una scala, vidi niente di meno che il geometra del Comune, una istituzione allora a Capena, Ottavio Montereali.  Cavolo,  esclamai dentro me stesso, pure Ottavio è venuto  a curiosare! Lo vedevo girare e rigirare intorno al carro, con i pupazzi ancora acefali, (le teste saranno montate all’ultimo momento,fuori  sul piazzale del frantoio);aveva il classico atteggiamento all’Ottavio, con le mani dietro la schiena, e lo sguardo pensoso. Ad un tratto mi fa un cenno, con le mani, chiarissimo, Stefano scendi giù! Più curioso di lui, eseguii. Mi prende per un braccio, e visto che il “teatro di posa” era un po’ affollato, mi tira in un angolo…e quasi mi sussurra:-Sai – mi dice, -l’idea che avete realizzato è ottima, va già benissimo così..però….(pausa)…- .però cosa ? aggiunsi io-

Riprese con il suo tono tipico e arguto, puntando l’indice verso il “mondo” che era in mezzo al rimorchio…

Manca qualcosa…io sopra la bottiglia del vino Doc di Capena, ci metterei una cosa… Una Grande Colomba Bianca, simbolo di Pace!

Sentii una emozione salire dallo stomaco e un rossore in viso! Ottavio mi aveva illuminato di Immenso! Non so quante volte gli ho ripetuto grazie!! Gli chiesi di non dire nulla a nessuno, e ci lasciammo con una strizzata d’occhio compiacente!! Mantenni per me la cosa, doveva essere una sorpresa per tutti, e poi già troppi a Capena sapevano del nostro carro…

Ricordo che la notte non ci dormii per l’eccitazione di quanto dovevo assolutamente fare il mattino dopo. Mi svegliai quel sabato,  con Capena già miracolosamente e gioiosamente addobbata dai festoni di alloro, sotto ai quali avremmo dovuto far passare quei giganti della Terra…di cartapesta il giorno dopo, la prima fatidica domenica di ottobre.

Mi vestii a razzo, con l’adrenalina a mille in corpo. Avevo tutto nella mente, la notte aveva tessuto il filo dell’Idea delle Idee ricevuta dal Geometra del Comune di Capena. Dovevo costruire una Colomba della Pace, che doveva identificare il nostro Brindisi della Pace, e per rispettare le debite proporzioni, non poteva essere in dimensioni naturali ma molto più grande. Avevo già pensato ai materiali di cui feci letteralmente razzia, presi a pagherò, (il bello della Capena di allora), in due negozi allora quasi dei supermercati di adesso, quello dei miei zii in Via S.Luca e in quello di Francellini un po’ più giù. Li lasciai completamente a secco di tutto il cotone idrofilo che avevano, cioè di bianchissima ovatta,  credo venti pacchi o più, e presi un paio di bombolette di lacca per capelli. Poi scappai a casa, con un fil di ferro, di corsa, feci una sagoma alata, e la cominciai a riempire di strati di ovatta fissati con la lacca! In un paio di ore l’opera era fatta, e mi stupii (lo sono ancora oggi) di quanto fatto! Stanco ma felice, avevo ora soltanto il problema di trasportarla fino al sito dove i miei amici, mi stavano aspettando come sempre,  un po’ irrequieti per il ritardo che avevo accumulato (i telefoni cellulari non esistevano). Non posso dimenticare lo stupore che ebbero quando mi videro con quella enorme Colomba Bianca in mano! Ma capirono subito dove andava messa, non ci fu neanche il bisogno di spiegare! In poco tempo la fissarono sulla bottiglia, sopra il Mondo di cartapesta…pregandoli solo di prestare attenzione a non fumarle accanto…visto che era fatta di  morbida ovatta e lacca! Io ero fuso, accasciato, e mi gustavo l’operazione e gli sguardi veramente felici dei miei amici. Ovviamente rivelai subito che ero stato soltanto l’esecutore e che l’Idea era stata di Ottavio Montereali! Tribolammo per tirare fuori quel carro dal capannone, per quanto era largo ed alto il carro.

Montare le teste dei pupazzoni fu arduo, ma ci riuscimmo. Il Brindisi della Pace era pronto per la sua avventura!  Di come è andata  la sfilata, l’esito della “votazione” finale,dei riscontri avuti, e della clamorosa arrabbiatura che ci prendemmo, è veramente un’altra storia. Non andò come avremmo voluto e come avrebbe dovuto andare per una serie di assurdi equivoci nella composizione e nella modalità di voto chiesto alla “giuria”,nonostante avessimo avvisato la Pro Loco della irrazionalità di quel nuovo esperimento di valutazione. Sic transit gloria mundi, arrivammo Ultimi di 6, ed il primo arrivato fu uno scandalo!La vera classifica andava letta al contrario! Ovvio quando a votare furono chiamati i rappresentanti dei carri, (uno per) che per cercare di agevolare il proprio team,involontariamente favorirono la vittoria della peggiore realizzazione!

Diciamo però che abbiamo avuto 2 grandi riconoscimenti, uno sul campo, quando dal carro di Mentana, i Maestri, (fecero un asino con bigonce perfetto che infatti si piazzò penultimo) si levò un applauso a scena aperta, e poi platealmente  si privarono di una grande corona di alloro che era sul muso del loro trattore per metterla sul nostro..(l’Alloro è il simbolo greco della Nike, della Vittoria), Poi, il secondo postumo, venne dopo ben 17 anni, quando una delle riviste più importanti del campo turistico e culturale nazionale, pubblicò un servizio sul Vendemmiale di Capena, inserendovi anche una foto del nostro carro, (Bell’Italia , numero 173, settembre 2000). Lo trovammo davvero strano perché nessuno di noi fornì quella foto alla rivista, anche se ricordammo che all’epoca erano presenti dei  reporters, che ci chiesero addirittura di portare il carro ad una manifestazione a Roma!!.

Chi si accorse di questa pubblicazione? Pierluigi (dott.) Montereali, figlio di Ottavio, quando si dice che le coincidenze esistono eccome!  Conservo gelosamente questo numero di Bell’Italia.

La  finirei qui pur essendoci altri retroscena interessanti, soprattutto legati all’inziale  “scontro” che avemmo con la Pro Loco dell’epoca,(dovuto alla delusione della votazione)  a cui seguì una collaborazione duratura ed una storia di Grandi Amicizie con quelle persone che  facevano parte di questa importante Associazione Capenate.

Con L’occasione, da una Colomba all’Altra, Auguro a Voi Tutti Una Serena Pasqua di Pace .

P.S. Non voglio nominare tutti gli Amici che costruirono il Carro Il Brindisi della Pace del 1983 , per il timore  di dimenticarne qualcuno.

Ma a Uno di questi Amici, alla Sua Memoria dedico con Affetto tutto questo articolo:

Roberto D’Innocenti

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8 pensieri su “Capena Vendemmiale 1983, “Il Brindisi della Pace”

  1. Stefano, Grazie!! Che meraviglia!!!
    Grandioso progetto egregiamente realizzato!!!
    Ti ricordi “Oceano (quasi) Pacifico” ? Ho delle foto anch’io, te le mando!
    Un abbraccio!!!

    • Ciao Luciana!(una delle soldatesse U.s.a. del corteo a seguito del carro) Grazie a te per il commento very nice! Incredibile come ti sei ricordata questo particolare dell’Oceano..! Tra l’altro devo citare come il designer del globo fu Pino Pesce. Manda le foto in mail: occhiocapenate@gmail.com le aggiungiamo a questo articolo!
      Ti abbraccio! Ste

    • Paoletta! Che piacere!!E’Incredibile come questo Blog, (iniziato per scherzo) mi stia facendo ritrovare tanti cari Amici e Amiche!
      Ma forse c’è in Molti di Noi questo desiderio, Ritrovarsi, in momento strorico così delicato.A Presto e Grazie Te per il commento!

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