CAPENA Poesia

di Mario Zuccherini ,  6 ottobre 1985,  scritta in occasione della “Festa dell’Uva”

fù  pubblicata  su una bella  prima pagina dell’Occhio Capenate (ottobre 1988)-

Il disegno (schizzo ad inchiostro, 1986) del Leone Bimillenario di Capena, è del compianto pittore  Milovan Vuckovic, capenate di adozione.

Sottolineo, che questi versi sono stati scritti nel 1985 (non nel 1885), e mio zio non era certo un “visionario”. In 27 anni, il paesaggio è stato stravolto.

CAPENA….

Se tu parti da Roma a poche mija,

pijanno la via Flaminia e Tiberina

arivato a un incrocio che disvia

vedi un paese sopra a ‘na collina.

Tra er verde dell’ulivi e dei vigneti

le case fanno un fero de cavallo,

ch’ha l’ondeggiare lento dei canneti:

è un vero quadro senza appitturallo,

che nell’aspetto pieno de magia

fuso co’ la dorcezza tanto amena

s’unisce a un vezzo caro de poesia

degno d’un nome granne ch’è Capena.

Qui de li padri antichi la grannezza,

l’ardente gloria e li passati vanti

quanno ner sangue la sua giovinezza

dominava de fronte a tutti quanti.

Ma la sorte ne volle la rovina

e fu così ch’er barbero scipione

alla bertà sua granne e sopraffina

Je diede fine con la sua legione,

Lasciannoce a noi eredi tradizioni,

costumi, arte e tanta poesia

alla quale noantri paciocconi

ce ispiramo pe’ vive in armonia.

Facenno co’ saggezza contadina

La festa d’un prodotto genuino,

ar fine che ogni vigna e ‘gni cantina

vantassero Capena e er suo bon vino

 

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