Giuseppe Pagliuca, Il Maestro della storica Banda Musicale di Capena

Un anno fà  il 17 aprile 2011, Capena ha perso Il Maestro Giuseppe Pagliuca.

Capenate di nascita, dopo gli Studi al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, entra a far parte del Corpo dei Vigili Urbani di Roma. Negli Anni Settanta diventa  il Direttore della prestigiosa Banda Musicale dei Vigili Capitolini, e con questa onorifica qualifica maturò la meritata quiescenza lavorativa dopo una brillante carriera nel cuore della Città Eterna.

Oltre a suonare, magistralmente, il suo strumento, la tromba, la sua sensibilità artistica a tutto tondo, si esprimeva  anche tramite la pittura, e a Via Margutta , era molto stimato per questa sua seconda passione, dopo la Musica ovviamente.

Le esequie di “Peppino” cosi era conosciuto a Capena, si sono svolte a Roma, nel quartiere Trionfale Zona Ospedale Gemelli, dove risiedeva, e dove tuttora risiede sua moglie, la  compagna della Vita, la signora Franca.

Per questo, purtroppo,  tanti capenati, non hanno potuto rendere il giusto, ultimo saluto a quest’Uomo, tra i più eccezionali per integrità morale, capacità organizzative e cultura personale, che ho incontrato sulla strada della mia esistenza.  Peppino non ha avuto eredi diretti, ma ci sono i nipoti che vivono tra Capena e Roma.

         La Banda Musicale di Capena degli Anni Settanta 

Nella nostra cittadina, c’è sempre stata  una tradizione musicale; fin dai primi del Novecento e nei  molti anni a seguire le Feste Paesane furono sempre allietate da una Banda Musicale Cittadina, ma ci fù un lunghissimo periodo post bellico,  in cui tale importante istituzione è venuta a mancare. L’amministrazione comunale della Capena dei primi anni settanta, decise di colmare questa lacuna storico-culturale, e si decise di affidare il compito di far rinascere un complesso bandistico a Giuseppe Pagliuca,  che d’ora in avanti chiamerò semplicemente il Maestro, come l’abbiamo  sempre chiamato noi della Banda anche  per tutti gli anni a seguire…

I miei ricordi del Maestro e della Banda, partono dal 1973 circa, quando all’età di  8 anni,  preso dalla passione per la musica  chiesi ai miei genitori di iscrivermi alla Scuola di Musica, dove Il Maestro, aveva  già plasmato dal nulla, una intera generazione di ragazzotti capenati in musicisti provetti, dando vita, miracolosamente, considerato l’aiuto minimo che in pratica riceveva dalle istituzioni locali, ad un complesso bandistico di assoluto livello nazionale, completa in tutti i reparti strumentali  e che , comprendendo  le agguerrite e bellissime Majorettes capenati “doc”, sfiorava la settantina di elementi se non di più.

Questo Ricordo di Giuseppe Pagliuca, mi dà l’occasione per iniziare a raccontare  questo periodo incredibile della mia infanzia, dove le lezioni di solfeggio,  le mitiche “prove” nella Sala Consiliare  e le uscite ufficiali con la Banda Musicale per le vie di Capena e fuori porta, hanno riempito il mio animo  di suoni, di immagini e ricordi indelebili. Se chiudo gli occhi e riavvolgo il nastro della Vita, non posso immaginare quale vuoto ci sarebbe stato senza questa esperienza così impegnativa, quanto gioiosa e formativa da ogni punto di vista.  Per questo, Grazie Peppino, Grazie Maestro, per quello che hai saputo dare a noi ragazzini di quel periodo, per l’orgoglio che hai saputo infonderci  nell’indossare quella divisa blu di quel piccolo battaglione armato solo di variegati strumenti musicali, che si guadagnava  consensi unanimi ovunque andasse in giro per l’Italia. Quanto ci tenevi… a Noi,  uno per uno… alla Banda e a Capena!

Ripeto, questa vuole essere solo una premessa, una “prima puntata”…

Giuseppe Pagliuca ha veramente dato tantissimo a Capena, la sua dura e preziosa  attività nel formare gli allievi e nel dirigere la Banda Musicale, era praticamente svolta gratuitamente, non siamo neanche sicuri che gli rimborsassero i soldi della benzina…visto che viveva e lavorava a Roma. Per anni, almeno una volta a settimana, dalle prime ore del pomeriggio fino a quasi mezzanotte, il suo “secondo” lavoro, è stato  la nostra Banda. Non eravamo soltanto  i suoi allievi, e leggerete prossimamente con quanta cura si occupava di noi, eravamo un po’ i suoi figliocci adottivi, e pur nella sua austerità e severità apparente, sono sicuro ci volesse un Bene dell’Anima, quanto  Noi ne volevamo a Lui, unitamente ad un sorta di timore reverenziale dovuto al Rispetto verso chi, non solo ci  insegnava qualcosa di magico, La Musica, ma ci aiutava a crescere sani, e con una forma mentis particolare, quella di fare sempre le cose al meglio, ricercando e se possibile sfiorando, la Perfezione.

Chiudo questo ricordo, con una proposta, rivolta all’Amministrazione Comunale:  credo sia veramente un atto dovuto, oltreché una cosa bella, consegnare una Targa Ricordo alla moglie Franca, o intitolare un luogo che abbia a che fare con la musica, a Giuseppe Pagliuca.

Nel frattempo,  ognuno può portagli un bel  fiore, visto che la sua “ultima casa” è comunque a Capena, nel cimitero storico.

FINE PRIMA PARTE

Grazie a Simona, la nipote.

Ed  un Abbraccio da Capena, alla signora Franca.

P.S. aiutatemi a cercare del materiale fotografico sulla Banda Musicale anni settanta.

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