L’agricoltura a Capena, un ricordo del passato?

Dall’Occhio Capenate,   Gennaio 1990.

L’economia capenate si è sempre basata sull’agricoltura e sulle attività ad esse connesse come l’allevamento bovino ed ovino. Fino ad una trentina di anni fà la coltura dei vigneti, degli ulivi e l’allevamento, costituivano la principale fonte di sostentamento e di guadagno dei cittadini di Capena. La fertilità di questi campi aveva inoltre richiamato dalle vicine regioni delle Marche e degli Abruzzi, molte famiglie di contadini e allevatori. Ma la crisi del settore agricolo non ha risparmiato Capena e purtroppo si va sempre più assistendo ad un progressivo abbandono delle coltivazioni. Una tradizione ed una vocazione millenaria rischiano di scomparire . Proprio in questi ultimi mesi si è assistito ad ulteriore recrudescenza del fenomeno che potrebbe fare dell’agricoltura capenate un vano ricordo del passato:l’estirpazione dei vigneti, che è persino sovvenzionata dalla CEE.  In effetti la sovrapproduzione vinicola fà sì che il prezzo delle uve sia fermo da parecchi anni su una quota che non consente margini di guadagno troppo rassicuranti. A questo si sono aggiunti nel nostro territorio cause contingenti che hanno “incoraggiato” diversi produttori ad abbandonare il vigneto con la massiccia epidemia di peronospora della stagione passata e gli ulteriori espropri effettuati per la costruzione dell’autostrada, in località Scorano. Il problema principale, ancora irrisolto, è la mancata “riconversione” dei vigneti estirpati , che vengono nella migliore delle ipotesi, adibiti al pascolo quando non vengono abbandonati del tutto. In effetti a Capena, nessuno ha mai  pensato a  tale problema, e tranne qualche sporadico episodio non ci si è per nulla interessati ad un processo di ammodernamento e diversificazione delle coltivazioni al di là delle colture tradizionali come la vite, gli ulivi ed il grano, non si è mai tentato di dare un nuovo impulso a questo settore che pure la natura dei nostri campi consentirebbe. Produzioni ortofrutticole su larga scala,coltivazioni a serra, fioricoltura, fungaie, piante da fusto,sono settori del panorama agricolo per nulla sfruttati. D’altra parte anche a livello politico-amministrativo si è fatto poco o nulla per salvaguardare e incrementare le potenzialità agricola del nostro territorio. La Cantina Sociale Cooperativa, l’unico progetto realizzato in tal senso ,subisce per questo una eccessiva ingerenza “partitica” che ne limita efficienza, competività ,capacità di intervenire nel settore agricolo con una visione più razionale dei problemi e delle esigenze dei coltivatori locali che nutrono anno dopo anno, una crescente sfiducia in questa istituzione, troppo distaccata dal ruolo sociale che dovrebbe ricoprire e per la quale è stata fondata una ventina di anni fa. Il futuro dell’agricoltura capenate non è affatto incoraggiante come si può intuire dalle recenti decisioni “politiche” prese dai nostri amministratori, che hanno dato il benestare alla realizzazione di un parco divertimento di oltre 320 ettari nella zona di Scorano a pochi metri dal Tevere. E pensare che in Olanda si spendono larghe fette del bilancio nazionale per strappare terreno da coltivare al mare, ed esportare prodotti agricoli in tutto il mondo! Capena,prima o poi dovrà fare i conti con questo territorio snaturato dalla speculazione politica e “industriale” che ne ha cambiato l’identità trasformandolo in un paese senza volto, troppo staccato dalle radici storiche e culturali originarie.

Stefano Alessandrini

Note di oggi 27 aprile 2012:

1)      Scrissi questo articolo, quando avevo “solo” 25 anni

2)      Fui messo alla berlina da destra a sinistra, tacciato di anti-modernismo, perché “attaccavo” il progetto faranoico  “Gardaland  sul Tevere”

3)      In pochi mi difesero e ripresero  queste posizioni (ne ricordo i nomi)

4)      Gardaland o Tiberland, non fù mai realizzata in quanto fù istituita l’Autorità del Bacino del Tevere,

e proprio in quegli anni ci furono delle inondazioni , per cui le aree golenali devono essere sgombere il più possibile.

5)      La Cantina Sociale è stata lasciata fallire miseramente nonostante ci fosse ancora del mercato per il nostro Vino Doc

Curiosità statistiche:

Tre consiglieri comunali di allora (1990) , ci sono ancora oggi;  uno che era in minoranza, con la sinistra    di allora, ora è Sindaco eletto con il centro-destra di oggi, che però da qualche mese ha l’appoggio della sinistra di  oggi.

Alla prossima

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