Un interessante aneddoto sulla Chiesa di S.Antonio di Capena

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Un paio di anni orsono, fu affisso al portone della Chiesa di S.Antonio a Capena, un foglio con un curioso aneddoto sulla Chiesa stessa; me ne sono ricordato ed ho chiesto all ‘”autore” di inviarmi questa “chicca”, ovviamente chi  poteva averlo messo?  il caro Angelo Zuccherini, che da anni sta impersonificando la continuità delle Tradizioni e della cultura capenate.

Come sapete Angelo è sempre un pò schivo, ma di sicuro gli “strapperò” altre cosette interessanti dal suo “archivio”. Quindi Grazie Angelo!

L’IMPORTANZA DELLA CHIESA DI S.ANTONIO PER I CAPENATI

La Chiesa di Sant’Antonio Abate è un edificio di origine romanica totalmente riedificato e “imbarocchito” con i restauri del 1750.

L’edificio apparteneva da tempi immemorabili alla Confraternita del SS. Crocifisso anticamente nominata di Sant’Antonio Abate. L’importanza di questa, nel corso del XVIII secolo, si era notevolmente ridotta, tanto che, per risollevarne le sorti,l’arciprete di Leprignano (Don Andrea Bizzarri) decise di chiedere al Ill.mo P. Abate la traslazione a Leprignano del corpo di un glorioso martire.

Sin dal 1750 iniziarono i preparativi per la solenne traslazione del corpo di San Felice.

Per otto sere antecedenti al giorno convenuto per l’arrivo del corpo del martire, si diede il segno festivo da tutte le chiese con il suono delle campane e la mattina del sabato in Albis, iniziarono i preparativi.

Leprignano fu parata a festa con bandiere ed archi trionfali di tela dipinti, rappresentanti bellissimi marmi con angeli ed iscrizioni inneggianti al Santo martire.

Il 28 aprile del 1753 tutto il paese si mosse verso la cappella del casale di Santa Marta dove il corpo di San Felice sostò per tutta la nottata, salutato ed adorato da tutti i lavoratori di quella tenuta.

L’arrivo in paese fu salutato con “numeroso sparo di mortari” e la mattina del 29 aprile “si vidde Leprignano sul far del giorno piena di forastieri concorsi da lontani castelli”.

Dal “Libro de’ Ricordi e de Cenzi…,cronaca della solenne traslazione di San Felice martire”(1755) ricaviamo la minuziosa descrizione del grandioso corteo che accolse il martire alle porte del paese fino all’antica parrocchiale di San Michele alla Rocca.

Da questo momento in poi i confratelli del Crocifisso iniziarono a dibattere sulla sistemazione finale del corpo del martire.

Questi erano indecisi tra la Chiesa della Madonna delle Grazie, la Chiesa Parrocchiale, quella di San Sebastiano e quella di Sant’Antonio (oratorio del Crocifisso) che però necessitava di urgenti lavori di restauro e ampliamento.

L’Arciprete Bizzarri pose in considerazione ai confratelli che “essendo il Santo corpo donato alla Confraternita, ogni ragione voleva che si collocasse nella lor Chiesa per renderla al popolo e forastieri venerabile… e per rinnovare ne’ popoli la devozione verso il Miracoloso Crocifisso e la Santa Immagine della Madonna della Pace”, quindi si sarebbe dovuto “quanto prima principiar lo scavo per i fondamenti della nova fabbrica, invitando a questo lavoro il popolo ne giorni festivi dopo le funzioni”.

“Piacque alla maggior parte il parere dell’Arciprete e nella prossima domenica, invitato dal medesimo popolo a principiar lo scavo e spurgo intorno all’antica chiesa all’ora 22, concorse con la maggior parte del popolo, homini e donne e fino i fanciulli con le lor madri a cavare e gettar via la terra” dove bisognava demolire l’antica ed edificar la nuova Chiesa.

Nel marzo 1755 fu benedetta la nuova Chiesa col concorso di tutto il Clero e il popolo di Leprignano.

P.S. Un mio commento:

La slide di foto che vedete scorrere è composta da 2 foto, una è reale (purtroppo) quella in cui vedete la facciata della Chiesa di S.Antonio deturpata da graffiti insensati, e l’altra  è solo “virtuale” ,  la facciata è stata “ripulita” dal sottoscritto usando il programma MS Paint…in attesa degli interventi dell’amministrazione in tal senso, di cui non ho ancora alcun sentore, ma spero arrivino presto. Ricordo che tutto il complesso  dell’antica Chiesa, con la scalinata, è stato preso di “mira” da qualche solito idiota che non riesce a trovare meglio da fare. Tra l’altro questo tipo di reato, a Capena, sembra proprio non essere preso in considerazione.

Ma credo valga la pena di insistere su questo punto…..

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