il consigliere Ristich, commenta la relazione al DPI del 24 luglio

PRG-PARTECIPATO-w

mercoledi 24 luglio si è tenuta nella Sala Consiliare del Municipio di Capena la relazione del tecnico incaricato a redigere la Nuova Variante al Piano Regolatore Urbanistico.

dal dr. Alessandro Ristich, consigliere di minoranza,”Il Maestrale”:

L’ingegnere Colarossi ha fatto una presentazione appassionata del DPI, motivando alcune scelte operate nella stesura, attraverso una attenta e dettagliata analisi della sua proposta. Egli è indubbiamente un tecnico ed un creativo e come tutti gli urbanisti ha creato un modello ideale di città, adottando l’uso di percorsi ecologici, promenades, viali alberati, piazze, parchi e giardini. Non sarebbe purtroppo la prima volta che un ambizioso progetto si trasformi presto in un fallimento sotto il profilo architettonico, funzionale, sociale ed urbanistico. Basti pensare a Roma a quartieri come il Tiburtino Terzo e il Laurentino 38 o gli ancor più recenti quartieri di Torraccia e Casal Monastero. Il Professore ha anche parlato dell’importante ruolo che riveste oggi una piazza come Piazza del Popolo che apre le porte di una Roma ieri artigiana ed oggi polo turistico ed imprenditoriale, dimenticando che anche a Capena abbiamo una meno ambiziosa Piazza del Popolo e molti dei presenti non avevano chiaro a quale piazza egli si riferisse. Ha anche ammesso, dopo le legittime perplessità della proprietaria di un’azienda agricola, che questa non verrà alienata e vantaggio di una delle tante piazze da realizzare. Ma, ci domandiamo, all’atto della stesura del documento preliminare laddove sono state segnate, sia pur con approssimazione, le piazze eventualmente da creare, non sono state viste le proprietà di rilievo come una azienda agricola? Le domande che i cittadini sono stati invitati a porre, non hanno ricevuto le risposte che dall’ufficio tecnico ci saremmo aspettati; i quesiti, peraltro opportuni e documentati, avranno mai le risposte che i cittadini meritano? Nel corso dell’Assemblea ho espresso una grande quantità di perplessità, motivando ognuna di queste attraverso una attenta analisi dell’esistente. A proposito infatti del sito archeologico “Lucus Feroniae”, questo non è abitualmente accessibile al pubblico e, come più volte riportato anche dai mass media, è altresì abbandonato e incolto da svariati anni. Il progetto dell’urbanista Colarossi denominato “Intorno al Lucus Feroniae”, prevede la possibilità di un percorso “lungo recinzione, all’esterno con piccole aree attrezzate e uno dei Giardini di Capena”. Purtroppo, sia l’esperienza, la memoria storica e quella immediata, ci insegnano che non è mai stato possibile vedere alcunché all’interno del sito archeologico, a causa di una cattiva manutenzione che ha fatto crescere l’erba circostante a dismisura. Non ritengo quindi singolari le mie perplessità apparse al nostro amato presidente del consiglio comunale irragionevoli, sull’erba eccessivamente troppo alta. Se devono essere fatti accordi tra i privati costruttori e investitori sulle realizzazioni di giardini e la manutenzione degli stessi e del territorio, il Comune ha il dovere assoluto di far sì che questi vengano rispettati e non deve permettere che ciò non avvenga. E non sarà necessario chiedere al professionista urbanista il livello di altezza massima dell’erba, come ha ironicamente proposto l’arch. D’Antimi. Il Comune, in quanto istituzione, ha il preciso obbligo di far sì che i patti, gli accordi ed i contratti stipulati vengano rispettati, per la salvaguardia dell’ambiente, del territorio, dei suoi cittadini e per preciso dovere istituzionale. Il mio timore, come cittadino e come fruitore di un paese lasciato selvaggiamente allo sbando, è che il progetto di una Capena città d’arte, di verde e di giardini sia solo progetto ambizioso e utopistico che dovrà scontrarsi con interessi economici, ambizioni politiche e pastette amministrative.
Tutto sommato ha ragione l’arch. Moretti sulla necessità di fare progetti, seppur ambiziosi, a lunga scadenza, ma noi sosteniamo che è sicuramente stato più facile ricostruire Praga dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, che non Capena dopo le passate amministrazioni.

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