Capena, Leprignano, e San Marcello al Corso

marcello_navataC’è una chiesa a Roma che è misteriosamente legata a Capena o meglio Leprignano.

Trattasi di San Marcello al corso. Fondata sin dal IV secolo da papa Marcello I, fu ricostruita dopo un incendio devastante, a partire dal 1519, da Jacopo Sansovino, poi sostituito da Antonio da Sangallo il Giovane. Rispetto alla chiesa paleocristiana, quella rinascimentale ebbe un orientamento opposto, e l’ingresso principale fu rivolto verso la prestigiosa via del Corso, in luogo dell’antico transetto[1][2La Chiesa è retta dai Servi di Maria. ·  Davanti alla chiesa di san Marcello, che allora guardava verso le case dei Colonna e piazza Santi Apostoli, rimase esposto per due giorni il cadavere di Cola di Rienzo, linciato dal popolo l’8 settembre 1354.

  • ^ Dall’incendio si salvò un antico crocifisso in legno del XIV secolo. Il fatto apparve miracoloso, e ne nacque un gruppo di preghiera che fu detto “Compagnia del SS. Crocifisso”. Tre anni dopo, nel 1522, la città fu colpita dalla peste. Il crocifisso fu tratto fuori dal convento che lo ospitava e portato in processione per la città per ben 16 giorni, dal 4 al 20 agosto, al termine dei quali la peste si fermò. La processione del Crocifisso continuò così ad essere ripetuta per secoli, il giovedì santo, lungo il percorso da San Marcello a San Pietro. La Compagnia, divenuta Arciconfraternita, si trasferì poi (nel 1568) nel vicino Oratorio del Crocifisso. Esiste tuttora ed ha un suo sito internet.

Le cronache (vedi Studi Capenati di Stefano Speranza) narrano di un costante pellegrinaggio da Leprignano  sino a San Marcello fin dal 1600, ogni Giubileo. In questa processione lunga oltre 30 km, veniva portato il Crocifisso Miracoloso di Leprignano, già custodito presso la Chiesa di San’Antonio Abate, e poi presso il Santuario della Madonna delle Grazie, dove venne anch’esso trafugato in quella maledetta notte del 1979, parliamo di un opera attribuita ad Alessandro Algardi, da Federico Zeri.

Il perche’ di questo pellegrinaggio, potrebbe proprio essere legato alla presenza di questo Crocifisso, una sorta di “gemellaggio”, durato almeno 2 secoli ed oltre.

Sono altresì convinto che almeno dal 1800 venivano portate sino a Roma, le Reliquie di San Felice Martire, e da ricerche che ho fatto, non è nemmeno escluso che quelle reliquie provenissero proprio da quella chiesa e donate alla Confraternita di San’Antonio e del Crocifisso. Un Legame antichissimo quindi, tutto da approfondire. Sono stato in quella chiesa 3 anni orsono ma l’archivio in tempi napoleonici ha subito perdite ingenti.

Ultimo dettaglio non secondario, nell’Inventario fatto da Don Mirra negli anni ’40, compare anche un dipinto della Vergine e i Sette Fondatori, che altro non sono che i fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria, che ancora oggi dopo secoli e secoli regge questa chiesa romana, tra i primi “tituli”  cioè tra i primi luoghi di culto della cristianità. Dipinto anch’esso “svanito” nel nulla.

Ahi Capena, quanta storia perduta, e che danno l’essersi “staccati” dall’Abbazia di San Paolo, (per volontà papale riformatrice delle diocesi, anni ’50). Ma la Storia produce strappi, sta a noi rimettere insieme i cocci.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...