Il Rubicone è stato trapassato, Capena merita rispetto

Capena è il paese dei miei genitori (nati a Leprignano) dei miei nonni, dei miei bisnonni, e via discorrendo fino al 1600 circa c’erano già i Barbetti i Bizzarri, i Bernardoni, che sono nel mio Dna.

Ma è anche il paese degli oltre 5000 abitanti che hanno scelto Capena per investire sulle loro case,

attirati si da prezzi più convenienti delle abitazioni ma anche per la qualità dell’aria, e la lontananza

dal caos di Roma. Coloro meritano eguale rispetto e le loro esigenze vanno ascoltate.

Cosa abbiamo offerto “noi” autoctoni da 25 anni a questa parte? Case, cemento, ma i servizi ed il verde pubblico sono gli stessi di quando eravamo in meno di 5000, anzi sono trascurati, mal tenuti, inutili, anche pericolosi.

Le scelte urbanistiche sono state scelerate, ed hanno ridotto un ridente paesino della cintura romana,

in un dormitorio.

Si può porre rimedio a tale sfacelo?

Forse è tardi, il paziente è in coma profondo, ma con una massiccia dose di cure in terapia intensiva

Si potrebbe ancora salvare. Per assurdo a ridurre cosi Capena, sono stati dei medici sindaci..ma questa è solo una battuta.

Molti infatti, parlo di persone di lunga carriera, hanno accettato di farsi da parte, di lasciare spazio.

Tutti meno uno, che delle scelte urbanistiche era un po’ il deus ex machina.

Oggi a.domini 14 ottobre 2016, il Sindaco che è stato scelto da costui in quattro e quattrotto, è per la seconda volta in meno di un mese DIMISSIONARIO.

Di nuovo scatta il contatore dei 20 giorni che la legge gli consente entro il quale può ripensarci per la seconda volta. Egli può di nuovo farlo, nulla osta, ma se questo è diventato un gioco per appendere per gli attributi quelli che erano suoi sostenitori fino a qualche mese fa, è ora di gridare NON CI STIAMO.

Capena non è “cosa loro”, è CASA NOSTRA. Una casa dove certa gente è stata delegata a stare dal voto democratico, ma purtroppo indegnamente rappresentato da un equipaggio che non ha mai seguito una rotta ed ora naviga senza bussola e senza sestante. Anche l’architetto, dai più osannato come cavallo di razza ha perso le redini, mette pezze peggio del guaio, combina immani disastri diplomatici e politici.

Nessuno ha la bacchetta magica, ripeto, qui parliamo di un paziente che necessita di cure da terapia intensiva. Ma una cosa è certa, il tempo delle Farfalle è scaduto, ci aspetta un lungo inverno, probabilmente commissariato, nel quale le residue forze di cui dispone Capena, gente di buona volontà, senza macchia e senza peccato HANNO IL DOVERE DI REAGIRE.

Altrimenti non ci resta che un funerale dignitoso e di perdere 2000 anni di storia di cui incredibilmente continuiamo a vantarci vedi il recente ampliamento dell’Antiquarium del Lucus Feroniae.

E’ l’ora in cui i forti d’animo, comincino ad uscire dalla zona di comfort, da quel guscio protettivo,

Criticare non basta più anche se è stato utile anzi necessario, nessuno si può bendare gli occhi davanti allo sfacelo.

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