Capena è il mio paese

IMG_3908Ricevo e pubblico questo articolo, il cui autore non mi è pervenuto, ma lo pubblico lo stesso

al di là che  io sia in accordo o meno sul contenuto  Lo Ringrazio.

CAPENA

Il mio paese, il paese dove sono nato, il paese dove ho passato la mia infanzia, il paese dove sono cresciuto, il paese che mi ha dato e tolto gli affetti più cari, il paese dove ho sempre pensato di essere a casa mia, il paese dove posso essere trasparente , dove la mia generazione è cresciuta a stretto rapporto con la natura, dove tutti mi conoscono nel bene e nel male, nei miei pregi e nei miei difetti, dove non c’è bisogno di indossare una maschera di protezione, dove mi sono sentito libero molte volte, è lo stesso paese dove adesso non mi ci riconosco più, e forse lui stesso ha perso la propria identità.

A me succede, a volte, di mettermi nei panni degli altri, in modo che posso rispondere correttamente ad una mia azione corrispondente all’azione degli altri, questo forse perché, molto spesso ho vissuto dei tradimenti, da parenti e amici, da persone a cui tenevo in modo particolare, ma poi nel tempo ho scoperto che li ho vissuti solo io e non gli altri, quindi non si possono chiamare tradimenti, perché sono vere e proprie aspettative, io mi aspettavo che si comportassero nella stessa maniera in cui mi sarei comportato io, invece non era, non è stato così, di conseguenza non sono stato tradito, né gli altri sono stati dei traditori, si sono comportati così come hanno voluto e pensato, forse, anche di far bene.

Ora, in questo momento, noi di “Capena”, stiamo vivendo un brutto periodo di crisi economica e politica, da qualsiasi parte la si voglia guardare, non mi conforta il fatto che in tutta l’Italia sia così, perché come sempre, come in tutte le cose, è il mio paese che metto al primo posto.

Potrei fregarmene. Ma si, io una mia vita personale comunque ce l’ho, una famiglia a cui voglio e mi vogliono molto bene, ho due figli sani, fantastici e premurosi nei confronti miei e della loro mamma, ho un buon rapporto con mia madre e mia sorella, i miei parenti più prossimi, ho un lavoro fisso che mi garantisce di vivere e magari qualche volta anche una cenetta al ristorante, ho il mio hobby preferito, il calcio, posseggo un automobile che quando voglio salto su e mi vado a fare un giro, e tanto altro. Il pezzo mancante del puzzle, che una volta avevo e che ora ho perso è l’affetto per il mio paese, per me questo è motivo di un grande dolore, a volte anche fisico, a cui non riesco a sopperire, a volte faccio un analisi della situazione e penso che sia colpa della politica, della mala gestione della casa comunale, che in questi ultimi anni ha pensato solo ad interessi personali e mai al bene dei cittadini, però come già detto sopra, io cerco sempre di specchiarmi e di fare un esame di coscienza e salto dall’altra parte della barricata e dico, la colpa è anche nostra che abbiamo lasciare passare che la “Sagra dell’uva” di Capena si riducesse ai minimi termini, la colpa è anche nostra che la notte del 14 agosto andavamo a chiedere l’elemosina per sparare quattro fuochi artificiali senza essere supportati in alcun modo da quella che dovrebbe essere la casa dei cittadini, la colpa è anche nostra se lasciamo tagliare gli alberi senza colpo ferire, la colpa è anche nostra se facciamo le foto alla “Mola Saracena” con la schiuma che sale fino alle sponde del fosso e ci facciamo prendere per il culo dal nostro comune e da quello di Fiano Romano che si permettono di giocare a ping pong con i cittadini, la colpa è anche nostra se a Capena esiste un impianto sportivo invidiato da tutti e riusciamo a farlo diventare una disputa politica o addirittura un acchiappa voti fantastico, tutto questo condito dall’uso improprio di minori e familiari ignari, e dei risvolti politicamente scorretti su quello che dovrebbe essere il banco di prova per un educazione sportiva che inizia a 6 anni, è anche colpa nostra se non ci sono barriere architettoniche adatte ai disabili in quanto tali, allora dovremmo forse essere tutti disabili? Per capirne l’importanza, cerco il mio amico Benigno, ma lui ha un altro passo rispetto a me, non riesco a stargli dietro, una ne pensa e cento ne vuol fare, penso comunque che è anche colpa nostra…

Negli ultimi due mesi siamo diventati la barzelletta per eccellenza a nord di Roma, un sindaco che, appoggiato da un consigliere della giunta di maggioranza, emette un ordinanza per la chiusura temporanea del campo sportivo “Leprignano” in quanto , si spiega nell’ordinanza, non a norma di legge, nella stessa ordinanza si scrive anche che, la società sportiva onlus che ne faceva uso senza averne il permesso che era scaduto già il 1° luglio del 2016, a questo punto si scatena l’inferno e un gruppetto di genitori capeggiati da un assessore di maggioranza del comune stesso, improvvisano una pseudo-manifestazione sotto e dentro la

casa comunale contro il sindaco, quest’ultimo prende la decisione di dare le dimissioni in quanto non più supportato dai suoi consiglieri e assessori, dopo cinque giorni scade l’ordinanza e il campo riapre con buona pace di tutti, nel frattempo ci sono varie contrattazioni per cui il sindaco dopo chissà quali accordi decide di non dimettersi più, in questo lasso di tempo il campo viene chiuso nuovamente perché non è ancora finito l’iter burocratico per la riapertura, e il giorno che dovrebbe esserci il consiglio comunale in cui il sindaco deve dare spiegazione ai cittadini delle sue dimissioni arriva una lettera agli organi di opposizione alle ore 13.20 circa in cui si spiega che non essendoci più le dimissioni non c’era motivo per un consiglio comunale. Passano due giorni e l’assessore in appoggio al sindaco rassegna le proprie dimissioni in quanto non ritiene onesto e corretto l’atteggiamento e il comportamento del sindaco e della giunta stessa, ma non finisce qui, perché passano altri 5 giorni e il sindaco si dimette ancora e non so nemmeno più perché, la testa dei cittadini va in tilt, le opposizioni restano spiazzate al punto che non sanno più neanche loro cosa dire, gli assessori conoscono e disconoscono il loro stesso sindaco dandogli del “pupazzo”…e io non ce la faccio più, e noi non ce la possiamo fare più con questi teatrini politici, che solo all’apparenza sono politici, sono veri e propri interessi personali, si aspetta l’approvazione del nuovo piano regolatore, e questo è l’unica cosa importante per loro il P.R.G., per questo hanno fatto vergognare noi cittadini e loro non si vergognano, ci hanno fatto prendere in giro da tutti, ci hanno fatto sbeffeggiare da tutti, e noi ancora qui ad assistere immobili alla conclusione della telenovela.

A questo punto non ci resta che recuperare al più presto il nostro antico orgoglio di Capenesi (o Capenati) e lo dobbiamo fare insieme ai giovani di Capena, perché l’unica speranza sono loro, noi più vecchi dobbiamo fare in modo che vivano il momento, questo momento come protagonisti, sono giovani maturi e preparati si faranno le ossa anche sbagliando, questo è il momento, questa è l’ora giusta, solo loro possono e devono cambiare Capena svolgendo attivamente un lavoro per lo sviluppo di questo nostro benedetto paese, sono sicuro che loro hanno molte cose da offrire ai cittadini, e, con la loro collaborazione diventeranno grandi. Li abbiamo abbandonati a fare gli spettacoli, le feste, i concerti e altre attività, fatte per il Paese, fatte per i Capenati, ora basta, aiutiamoli a governare questo paese pieno di astio e odio fraterno. Aiutiamo i nostri giovani ad “essere”, “collaborare”, “lavorare” e non a “possedere”, “avere”, “comandare”!!!

Scusa Capena

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