La dottoressa Carolina Casini,orgoglio capenate, volontaria della Croce Rossa in missione internazionale.

carolina.jpgIo Carolina, che vive a Capena da sempre, la conosco solo su Fb, ma ho conosciuto suo padre Marcello, uomo di scienza e di grande umanità. Mi pare che lei sia erede degnissima e fiera.

la dott.ssa Carolina Casini, Pediatra, oltre che a ricoprire un ruolo primario in una importante struttura Ospedaliera ed Universitaria di Roma, è consigliere della Croce Rossa Regionale del Lazio. Carolina da diversi giorni è partita in missione per il  Bangladesh, uno dei Paesi più poveri del mondo.

Ci onora pubblicando sul suo profilo fbook, dei reportages, dai quali traspare oltre all’impegno fisico estremo, quello che sta provando e ci vuole trasmettere per farci capire…ho scelto di pubblicare uno di questi posts, che ha ricevuto centinaia di likes, toccandoci a fondo. Grazie Carolina!

“Gli amici più cari da qualche giorno mi dicono “torna, dalle foto si vede che hai il viso stanco…” Probabilmente non me ne accorgo, mentre provo a fronteggiare la marea di emozioni che mi arrivano.. Oggi i volontari di un”altra associazione umanitaria ,sapendo della nostra presenza al campo, ci hanno portato un bambino che hanno visto in brutte condizioni mentre facevano la distribuzione degli alimenti. Sono arrivati tutti insieme, la giovane mamma col piccolo in braccio…, il papà con l’altro bambino, nudo, per mano. Il piccolo malato aveva una polmonite, ed una malnutrizione severa. Dopo la visita abbiamo spiegato alla mamma che avremmo dovuto ospedalizzare il bambino. Lei ha iniziato a piangere silenziosamente , perché non si era era mai separata dal marito..ma bisognava andare. Così ci siamo incamminati, a piedi ,verso la macchina. La strada sotto il sole per arrivare alla macchina è lunga e impervia, fatta di terra e sassi ..e la donna era scalza, non aveva mai posseduto un paio di scarpe… camminava fiera, con il suo bimbo in braccio ,con il viso rigato dalle lacrime. Quando siamo arrivati alla macchina , lei non voleva salire , perché non era mai salita su una macchina.

Io oggi non mi sono sentita affatto grande..
Avevo ed ho una tristezza mescolata alla rabbia, per tanta sofferenza così ingiustamente ripartita; ho fatto il mio meglio per assicurare la tutela sanitaria del piccolo , ma mi sentivo piccola e impotente di fronte a tanto disagio.
Ora però , nella quiete della mia stanza, mentre preparo lo zaino per domani, sento chiaro che
insieme al desiderio di lenire alcune delle ferite di questa umanità, ciò che mi muove e mi dà la forza di affrontare tanto impegno, sia sul piano fisico che su quello emotivo, è la consapevolezza di essere una volontaria dell’ organizzazione umanitaria più grande del mondo, La Croce Rossa Internazionale-“

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